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  • Mondiale per nazioni, nuovo podio per l’Italia nel segno del Cobra Fermo

    Mondiale per nazioni, nuovo podio per l’Italia nel segno del Cobra Fermo

    FERMO – Ultima giornata, di grande intensità, quella vissuta ieri dalla Nazionale Italiana ai Campionati del Mondo indoor di tiro alla fune svolti a Taipei, ed ancora una volta gli atleti dei Cobra Fermo si sono rivelati protagonisti assoluti, contribuendo in maniera decisiva ai risultati conquistati dall’Italia nella giornata di domenica 15 marzo.

    Gli azzurri hanno infatti portato a casa un’importante medaglia di bronzo nella categoria 560 kg, al termine di una sfida combattuta contro la formazione di casa del China Taipei. Un risultato prezioso che conferma il valore del gruppo italiano e la qualità degli atleti marchigiani, capaci di reggere il confronto con una delle nazionali più competitive del panorama mondiale. La giornata ha poi regalato un’altra soddisfazione con un nuovo bronzo nella categoria 580 kg mixed, disciplina che unisce uomini e donne nella stessa squadra. Anche in questa gara l’Italia ha dimostrato grande solidità e spirito di squadra, riuscendo a salire sul podio al termine di un torneo estremamente equilibrato.

    Non è mancata infine l’emozione nella categoria 640 kg, dove gli azzurri hanno conquistato un prestigioso secondo posto, arrendendosi soltanto in finale ai padroni di casa di China Taipei dopo un confronto tirato fino agli ultimi centimetri. Grande il contributo degli atleti dei Cobra Fermo, chiamati a difendere la maglia azzurra in questa rassegna iridata. A rappresentare il club fermano sono stati Nicolò Mancini, Alessandro Cococcioni, Stefano Cintio, Gian Luca Iervicella, Paolo Giacomozzi, Andrea Mignani, Paolo Vallesi, Cristiano Ferrara, Stefano Marcaccio, Alex Giommarini e Chiara Corsi, protagonista anche nelle competizioni mixed e femminili.

    Ancora una volta la società marchigiana conferma dunque il proprio ruolo di riferimento nel panorama nazionale del tiro alla fune, contribuendo in modo determinante ai successi dell’Italia su uno dei palcoscenici più importanti della disciplina. Il mondiale di Taipei si è chiuso dunque con un bottino importante per gli azzurri, e con la soddisfazione di vedere i colori dei Cobra Fermo tra i principali protagonisti della spedizione iridata.

  • Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Quella di Fermo è stata l’unica provincia marchigiana con il candidato “unico” per le elezioni dei Presidenti di Provincia (svoltesi ieri). Anomalia tutta fermana con Michele Ortenzi, sindaco di Montegiorgio al secondo mandato, già certo del secondo mandato anche da Presidente della Provincia di Fermo che ha corso in solitaria. Ortenzi è stato rieletto con 55499 voti ponderati che certo non corrispondono al numero dei votanti. Il sistema elettorale ha suddiviso i Comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    Sono stati, infatti, 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

     

    Presidente Ortenzi, per lei questa è forse stata la campagna elettorale più anomala vissuta dal 2008 ad oggi, correndo da solo per la prima volta.


    «Una totale anomalia essendo anche elezioni secondo livello e non era previsto il quorum. Una campagna elettorale minima. Ho solo stimolato la partecipazione al voto perché abbiamo un ruolo di responsabilità e dobbiamo essere i primi a partecipare. Ci lamentiamo sempre di affluenze molto basse e siamo noi stessi che dobbiamo essere sempre pronti a dare l’esempio».

    Michele Ortenzi

    Si sarebbe aspettato un competitor dell’altra parte?


    «Senza dubbio sì, pensavo che l’altra area avrebbe potuto fare una sintesi individuando un candidato. Non solo per compattarsi ma per offrire un’alternativa anche per tutti coloro della mia area di riferimento che magari erano scontenti dei miei quattro anni di amministrazione e che avrebbero potuto scegliere legittimamente di non votarmi. E’ sempre auspicabile avere un’alternativa, troppo spesso anche nei Comuni assistiamo a competizioni con un solo candidato sindaco e anche questa è un’anomalia. Ci sarebbe bisogno di una partecipazione sempre maggiore e della possibilità di scegliere».

    Da dove riparte l’agenda dell’Ortenzi-bis, quali priorità ci sono al momento e cosa c’è da mettere a terra nell’immediato?


    «Sia nella viabilità che nelle scuole, in questa fase l’urgenza è completare gli interventi per il Pnrr. Ci sono scadenze ravvicinate e bisognerà correre per poterle rispettare e confermare i finanziamenti ricevuti. Parallelamente lavoriamo in diverse opere per la ricostruzione post sisma che, pur non avendo scadenze stringenti, devono essere realizzate perché ci sono fondi a disposizione da diverso tempo e vanno date risposte a chi frequenta scuole secondarie di secondo grado. Questi fondi infatti si riferiscono soprattutto alla realizzazione di nuovi istituti e alla sistemazione di istituti già presenti. Un punto di ripartenza importante che darà nuovo volto alla viabilità e al patrimonio scolastico della nuova provincia».

     

    Dal suo punto di vista è auspicabile che si torni alle Province elette direttamente dai cittadini e quindi ad enti di primo livello, con un Consiglio eletto direttamente e con competenze reali in mano?


    «E’ fondamentale che le province tornino ad avere la dignità istituzionale che avevano prima della riforma. L’ente Provincia è riconosciuto dall’articolo 114 della Costituzione, il referendum per abolirle fu bocciato dagli italiani. La contraddizione è che sono regalate ad essere di secondo livello e la Costituzione le prevede con ente autonomo con specifiche funzioni. Bisogna che l’ente ritrovi una sua dignità e quindi capire che la riforma del 2014 non ha funzionato: si voleva risparmiare dando molte materie alle Regioni pensando che si sarebbero raggiunti risultati più meritori e invece non si è ottenuto. Serve individuare alcune materie da restituire alle province e che queste possano affrontarle e svolgerle meglio della Regione in quanto più a contatto col territorio e con la popolazione. Oltre a ciò ridare anche dignità vuol dire ridare personale e fondi. Se si facesse una riforma per ridare alle Province una loro dignità, allora sarebbe giustificata l’elezione di primo livello. Ma al contrario, senza fondi e senza competenze, non avrebbe senso e si alimenterebbe al contrario l’antipolitica». 

     

    Riavvolgendo il nastro: dal 2008, da quella prima elezione in Consiglio comunale a Montegiorgio con la giunta Benedetti, prima assessore per due legislature, successivamente il bis sia da sindaco ed ora da Presidente della Provincia. Proviamo a fare un bilancio del passato e guardiamo anche avanti?


    «Quando mi proposero la candidatura nel 2008 era la prima volta e mai avevo avuto esperienze amministrative. Fui gettato dal lato alto della piscina senza salvagente: risultai tra i più votati e mi fecero subito fare l’assessore ma senza avere esperienza. Da lì poi, in minima parte per le mie capacità e poi per tutta una serie di eventi, si sono formate tante opportunità. La possibilità più bella resta quella di fare il sindaco e poi nel 2021 l’opportunità di essere individuato come candidato alla presidenza della Provincia. Un percorso bello, emozionante, stimolante e formativo senza ombra di dubbio. Ora si apre questo nuovo capito in Provincia e quindi dovremo lavorare ancora di più per fare meglio. Poi tra due anni ci sarà il rinnovo del consiglio comunale a Montegiorgio».

  • Giornate Fai e inaugurazione del Museo del Tempo, weekend da non perdere a Ortezzano 

    Giornate Fai e inaugurazione del Museo del Tempo, weekend da non perdere a Ortezzano 

    Il 21 e il 22 marzo Ortezzano sarà destinazione Fai con i tesori del suo centro storico e per l’occasione inaugurerà il suo “Museo del tempo”, un percorso attraverso 2000 anni di storia del tempo.

    Il 21 di marzo, giorno di equinozio, è l’ occasione perfetta per inaugurare ad Ortezzano un museo dedicato al “tempo” (21 marzo 2026, ore 17.00 – Piazza Umberto I). Nell’antico borgo fermano di sono infatti custodite le testimonianze dell’evoluzione della misura del tempo dalle antiche ore temporarie romane evocate dal latinista G. Carboni, alle ore italiche care alla ricordanza leopardiana, per finire con il tempo dell’Italia moderna. Quello di Ortezzano è un percorso nella storia del tempo molto ricco e pieno di curiosità, ora raccolte e musealizzate nel piccolo museo.

    Nel 2025 grazie all’interesse del Sindaco Prof.ssa Carla Piermarini, Ortezzano è entrata nelle “Città del tempo delle Marche”, la rete che unisce diversi comuni delle Marche nella tutela e nella valorizzazione del tempo. Il restauro dell’orologio meccanico di Ortezzano (opera num. 114 del 1880 di Antonio Galli) è stato affidato alla Ditta De Santis Corinaldi con il supporto storico/scientifico del Museo dell’Orologio di Montefiore dell’Aso.

    Nel corso dell’inaugurazione del “Museo del tempo di Ortezzano” sono previsti alcuni interventi volti a raccontare il valore della “conservazione del tempo”.

  • Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che Uni.Co. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

    La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di Uni.Co., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite

    Quella di Uni.Co. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

    Oggi Uni.Co. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come Uni.Co. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

    Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “Uni.Co. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

    «Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori – osserva Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co – siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese».

    La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da Uni.Co. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

     

    «Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza» sottolinea Mamoli.

    «Oggi si può dire senza essere smentiti che Uni.Co. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. Uni.Co. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno» evidenzia Gregorini.

    Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

    Un percorso che, nel caso di Uni.Co., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.

  • “Finanza Epica!” nel calendario ufficiale della Global Money Week 2026

    “Finanza Epica!” nel calendario ufficiale della Global Money Week 2026

     

     

    Banca di Ripatransone e del Fermano nel calendario ufficiale del Global Money Week 2026

    Le iniziative di educazione finanziaria “Finanza Epica!”, promosse dalla Banca di Ripatransone e del Fermano, sono state inserite nel calendario ufficiale del Global Money Week 2026, la campagna internazionale coordinata dall’OCSE dedicata alla diffusione della cultura finanziaria tra i giovani.

     

    La Global Money Week, in programma dal 16 al 22 marzo, coinvolge ogni anno centinaia di istituzioni, scuole, banche e organizzazioni in oltre 170 Paesi, con l’obiettivo di aiutare le nuove generazioni a sviluppare competenze utili per comprendere il valore del denaro, gestire il risparmio e prendere decisioni economiche consapevoli.

     

    In questo contesto si inserisce “Finanza Epica!”, il progetto gestito dalla Banca di Ripatransone e del Fermano in collaborazione con Federcasse e con la Fondazione Tertio Millennio, per avvicinare studenti e giovani ai temi dell’educazione finanziaria attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente.

     

    L’iniziativa propone incontri e momenti di confronto dedicati ai principali aspetti della vita economica quotidiana: dal risparmio alla pianificazione delle spese, dall’uso consapevole degli strumenti finanziari fino al valore delle scelte responsabili.

    L’inserimento nel calendario ufficiale della Global Money Week rappresenta un riconoscimento del valore educativo dell’iniziativa e conferma l’impegno della Banca nel promuovere una maggiore consapevolezza economica nelle comunità del territorio.

    «Come banca di credito cooperativo – spiega la presidente dalla Banca di Ripatransone e del Fermano Donatella Simonettiriteniamo che l’educazione finanziaria sia uno strumento fondamentale per costruire cittadini più consapevoli e responsabili. Con “Finanza Epica!” vogliamo contribuire a diffondere conoscenze utili per affrontare con maggiore serenità le scelte economiche della vita quotidiana».

    Attraverso la partecipazione alla Global Money Week, la Banca vede riconosciuto il proprio impegno nel sostenere iniziative che favoriscano la crescita culturale ed economica delle giovani generazioni, rafforzando il legame con scuole, famiglie e realtà associative del territorio.

  • Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi è stato riconfermato alla guida della Provincia di Fermo. Un risultato scontato (essendo unico candidato), quello maturato nella giornata di ieri.

    Sono stati 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

    Il sistema elettorale ha suddiviso i comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    La riconferma di Ortensi si inserisce dunque in un quadro di stabilità amministrativa, sostenuta da una partecipazione superiore alla metà degli aventi diritto e da una distribuzione del voto che ha coinvolto trasversalmente i territori della provincia.

  • Fermana, tris a Matelica nella rincorsa al primato. Montegranaro, pari e morale a Montefano

    Fermana, tris a Matelica nella rincorsa al primato. Montegranaro, pari e morale a Montefano

    Fermana praticamente perfetta a Matelica che vince e resta stabilmente in seconda posizione (con la terza piazza distantissima) solo perché il Montecchio non molla neanche a Tolentino: canarino vincenti con Fofi, Kieling e Carmona. Non molla il Montegranaro che impatta in rimonta a Montefano con Perri: pari da non disprezzare in chiave salvezza.

    MATELICA (MC) – Solida e decisa la Fermana che fa il suo e ne rifila tre al Matelica, mancando anche un rigore e tiene il passo di un Montecchio che non molla ed espugna Tolentino: Fermana sempre a -2 in classifica a quattro gare dalla fine. Approccio perfetto dai canarini che la indirizzano con Fofi e Kieling, chiudendola nel secondo tempo con Carmona, non mettendo mai in discussione il risultato. Primato sempre alla portata ma occhio al distacco dalla terza in classifica: al momento niente playoff e Fermana direttamente agli spareggi nazionali.

    IL TABELLINO

    MATELICA 0 (3-5-2): Ginestra; Marino, Lapi, Bianchi L.; Uncini (1′ s.t. Bianchi D.), Tomas, Mengani N. (25′ s.t. Rovazzani), Antonioni (39′ s.t. Carsetti), Bucari (18′ s.t. Merli); Touray, D’Errico (18′ s.t. Mengani E.). All. Santoni

    FERMANA 3 (4-3-1-2): Blasizza; Scanagatta, Kieling, Rodriguez, Siculi (31′ s.t. Zanotelli); Barrasso (19′ s.t. Nunzi), Marin, Lischi; Guti (31′ s.t. Frinconi); Carmona (42′ s.t. Petronelli), Fofi (19′ s.t. Cicarevic). All. Gentilini

    RETI: Fofi (F) al 15′ p.t., Kieling (F) al 19′ p.t., Carmona (F) al 13′ s.t.

    NOTE. Spettatori 400 circa. Ammonito Bucari. Angoli 2-5. Recupero 1 + 4

    LA CRONACA

    Come ci si aspettava, Gentilini conferma il 4-3-1-2 visto domenica scorsa con Nunzi e Cicarevic in campo solo trenta minuti nella ripresa. Matelica con il 3-5-2 che ha in Touray e D’Errico i terminali offensivi. La Fermana è brava a mettere le cose in chiaro fin dall’inizio: Barrasso fa la voce grossa sulla destra, palla in mezzo per Fofi che piazza il centro numero 12 in campionato sul primo palo. Quattro giri di lancette e la gara va in ghiaccio:Lischi crossa e Kieling (uscito anzitempo domenica scorsa per un problema la caviglia) conclude in maniera sporca ma vincente superando Ginestra. Primo tempo che non ha altro da raccontare con la Fermana in controllo e in tribuna si inizia quasi esclusivamente a seguire quel che avviene nella vicina Tolentino.

    Ripresa che inizia con Ginestra protagonista su Guti ma il numero uno è costretto al fallo su Carmona poco dopo. Duello che si ripete dagli undici metri ma l’eterno numero uno para il rigore a Carmona (il terzo in due gare) bloccando ancora il doppio vantaggio. Fermana che trova il gol con Fofi poco dopo, annullato per fuorigioco prima del tris “ufficiale” con Carmona, alla sua seconda da titolare consecutiva. Ancora l’assist di Barrasso stavolta sul secondo palo dove Carmona timbra ancora il cartellino e mette il “the end” definitivo alla gara. Pochi scampoli ancora nel finale di gara con Mengani e Touray ma senza fortuna e un gol annullato a Matelica nel recupero ma la sostanza non cambia. Fermana che vince e convince ma il Montecchio espugna Tolentino, la vetta resta a -2 ma il terzo punto ora è a +11. Finisse oggi il campionato non ci sarebbero playoff, con la Fermana direttamente agli spareggi nazionali. Non male, ma l’obiettivo (neanche troppo lontano a quattro gare dalla fine) resta il primo posto.

    Nel post gara, mister Augusto Gentilini soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi: «Sono stati bravi i miei ragazzi a far sì che la partita andasse subito dalla nostra parte. Ci aspettavamo un Matelica aggressivo in casa e mi è piaciuto che siamo stati attenti a entrare subito in partita. Abbiamo gestito la gara nel modo migliore: siamo andati in vantaggio e da lì in poi siamo rimasti concentrati nel tenere sempre la barra dritta. Abbiamo disputato un’ottima gara, sotto tutti gli aspetti, sia mentale che fisico».

     

    MONTEFANO (MC) – Alla fine arriva un punto da non disprezzare, soprattutto per come si era messa, per il Montegranaro in casa dei viola, dopo il vantaggio locale in apertura. Un punto firmato dalla stoccata di Perri: ci sarà da lottare nelle ultime quattro gare ma il destino dei veregrensi, che puntano ad evitare i playout, resta nelle loro mani.

    IL TABELLINO

    MONTEFANO 1 (3-4-2-1): Talozzi; Rosolani, Bambozzi, Fossi; Castignani (42’ st Magini), Camilloni (15’ st Cornero), Straccio (41’ st Angelucci), Nardacchione (17’ st Strupsceki); Ferretti, Palmucci; Bonacci (26’ st Rombini). All. Bilò

    MONTEGRANARO 1 (4-4-2): Taborda; Iuvalè, Capodaglio, Alidori, Stortini; Mangiacapre (35’ st Zaffagnini), Evangelisti, Gomis, Santoro (3’ st Vessella); Perri (35’ st Cani), Albanesi (Msikine 32’ st) All. Urbinati

    RETI: 6’ Nardacchione, 14’ st Perri

    ARBITRO: Cittadini di Macerata

    NOTE: spettatori 400 circa. Ammoniti Straccio, Camilloni, Stortini, Capodaglio, Taborda. Angoli 1-4. Recupero 2+6

    LA CRONACA

    Urbinati opta ancora per il 4-4-2 nel quale Perri è sostenuto davanti da Albanesi ma l’approccio dei locali è concreto e il vantaggio arriva dopo pochi minuti. Ferretti e Rosolani scambiano sulla destra, cross sul primo palo dove il solito Bonacci conclude, sfera che arriva sul secondo palo dove stringe e chiude in rete Nardacchione.

    Montefano in fiducia che ci prova ancora con Nardacchione e Palmucci ma il Montegranaro regge l’urto e alza il baricentro dopo la mezzora ma la sua produzone si limita ad un colpo di testa di Alidori che non centra il bersaglio grosso.
    Albanesi si accende in avvio di ripresa e suggerisce per Evangelisti che manca lo specchio di pochissimo, Taborda è attento sulla punizione di Ferretti mentre Capodaglio è decisivo a salvare sulla linea di porta la conclusione di Palmucci. Rischio scampato e arriva il pari: angolo per il Montegranaro battuto da Vessella, Perri sul secondo palo stacca e insacca di testa sotto l’incrocio dei pali. Montefano si rigetta in avanti, sfiora il vantaggio con Strupsceki che calcia a lato. Montegranaro che regge l’urto e porta a casa un punto pesante che non cambia sostanzialmente la classifica ma da ossigeno per la classifica.

     

  • Cobra Fermo sul tetto del Mondo, il reportage dalla spedizione intercontinentale

    Cobra Fermo sul tetto del Mondo, il reportage dalla spedizione intercontinentale

    FERMO – ​La prima giornata dei Campionati del Mondo, a Taiwan, in quota al sodalizio fermano si è conclusa con un mix di grande orgoglio e un pizzico di rammarico per i ragazzi di provincia. Nella categoria 680 kg, la conduzione di gara è stata quasi impeccabile: ad eccezione del pareggio contro il club lettone Ozoli, il percorso nel girone è stato netto.

    ​In semifinale, il “derby” tutto azzurro contro il Club Figest ha visto prevalere i Cobra, proiettandoli verso una finale ad altissima intensità contro gli olandesi del Denium Britsum. Dopo una prima tirata lunghissima ed estenuante, conclusasi con un no pull, gli olandesi sono riusciti ad avere la meglio nelle tre frazioni successive, non senza faticare enormemente. «C’è rammarico: nonostante fossero sotto peso, i ragazzi hanno condotto una gara monumentale gestendo al meglio i momenti critici – il commento a caldo di coach Luigi Olivieri -. Resta l’orgoglio di aver dimostrato che i Cobra Fermo non sono più una ‘Cenerentola’ a livello internazionale». Anche il presidente Cristiano Ferrara, protagonista in pedana, ha espresso il suo plauso: «Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. La società è fiera di sostenere veri uomini che danno anima e corpo per la causa». ​ Ma nello sport, la delusione del podio sfiorato dura solo una notte. Con il peso dell’argento ancora al collo e la consapevolezza di essere tra i grandi della Terra, i Cobra Fermo si sono presentati all’alba della seconda giornata con un unico obiettivo: trasformare quel rammarico nella spinta necessaria per riscrivere la storia.

    ​La seconda giornata dei Mondiali per club è stata un’esplosione di emozioni. Al mattino, i ragazzi si sono cimentati nella categoria 560 kg. Dopo un girone perfetto, concluso a punteggio pieno, i Cobra hanno superato in semifinale i baschi del Txantrea. L’atto conclusivo li ha visti opposti a un altro club storico dei massimi livelli mondiali: l’Abadino. ​Questa volta, la strategia di coach Olivieri è stata impeccabile. La squadra ha affrontato i blasonati rivali con personalità, trionfando dopo un finale sofferto: i ragazzi del Cobra Fermo sono Campioni del Mondo. «Sembra un sogno – dichiara un commosso Olivieri -. Ringrazio la società che ha investito in nuovi e giovani atleti e in innesti fondamentali nello staff come Eduart Hoxha, Francesco Belà e soprattutto Vito Gentile, che ha curato la parte aerobica. Senza questo sforzo collettivo, oggi non saremmo neanche riusciti a prendere parte a questo mondiale».

    ​Il presidente Ferrara ha poi voluto sottolineare quanto il successo sia figlio della solidarietà tra società: «I ragazzi sono stati eccezionali. Un sentito ringraziamento va alla società Black Bull di Camaiore: a causa del forfait improvviso di alcuni nostri atleti che non sono potuti partire per la spedizione, la Black Bull si è resa immediatamente disponibile al prestito di due loro atleti, Devis Palmieri e Gabriele Bartalucci. Tale supporto ci ha permesso di competere in questa categoria. Forse capiremo la portata di questa impresa solo al rientro in Italia». ​Nel pomeriggio, nonostante la stanchezza e le lacrime di gioia, i ragazzi sono tornati in pedana per la categoria 640 kg. Anche qui il girone è stato dominato, con una semifinale vinta perentoriamente contro il club Figest. In finale si è ripetuto lo scontro con gli olandesi del Denium Britsum e, come il giorno precedente, l’esito è stato un altro prestigioso argento.

    ​Al termine della spedizione, il presidente Cristiano Ferrara traccia la rotta per il futuro: «Il rinnovo del consiglio direttivo ha portato nuova energia. Gli storici risultati ottenuti ci caricheranno di responsabilità, dato che siamo il primo club italiano a raggiungere il titolo di campioni del mondo nella storia del tiro alla fune. Continueremo sulla strada tracciata un anno fa: voglia di migliorare per essere sempre all’altezza dei nostri sogni».​Ora l’Italia attende i suoi campioni, ma a trepidare sono soprattutto gli atleti rimasti a casa. È a loro che va il pensiero più grande dei tesserati del Cobra Fermo: la vittoria del titolo mondiale è il frutto dell’impegno collettivo di tutto il gruppo. Perché per arrivare a risultati del genere, oltre agli otto in pedana ed ai coach, è fondamentale il sudore e la costanza di ogni singolo componente dei Cobra Fermo che, giorno dopo giorno in palestra, ha spinto i compagni verso il tetto del mondo.

     

    Lo striscione, comparso a Fermo, che celebra la vittoria dei Cobra

     

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  • Bronzo mondiale a Taipei: due atleti del Cobra Fermo protagonisti con la Nazionale Italiana

    Bronzo mondiale a Taipei: due atleti del Cobra Fermo protagonisti con la Nazionale Italiana

    La Nazionale italiana di tiro alla fune premiata in Taiwan per il terzo posto iridato. Fonte, profili social ufficiali Figest

    FERMO – La provincia di Fermo può festeggiare un importante risultato internazionale: la Nazionale italiana di tiro alla fune ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria 680 kg ai Campionati del Mondo Indoor di Taipei, al termine di una competizione di altissimo livello.

    Tra gli azzurri protagonisti della spedizione c’erano anche due atleti dei Cobra Fermo, Stefano Marcaccio e Cristiano Ferrara, che hanno contribuito in maniera determinante alla conquista del podio mondiale. In una categoria tra le più combattute del torneo, l’Italia ha saputo tenere testa alle migliori nazionali del panorama internazionale, dimostrando compattezza, tecnica e grande spirito di squadra.

    Il percorso degli azzurri è stato intenso e ricco di sfide contro formazioni storicamente molto forti nella disciplina. Dopo una serie di tirate combattute, la Nazionale italiana è riuscita a conquistare uno splendido terzo posto, risultato che conferma la crescita del movimento italiano e il valore degli atleti presenti in squadra. Per il Cobra Fermo si tratta di un motivo di grande orgoglio: vedere due propri atleti salire sul podio in una competizione iridata rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto negli anni dalla società fermana, da tempo punto di riferimento nazionale nel tiro alla fune.

    Il bronzo mondiale di Taipei non è solo un traguardo prestigioso per Marcaccio e Ferrara, ma anche una soddisfazione per tutto il territorio fermano, che continua a distinguersi nello sport grazie all’impegno delle sue realtà sportive e dei suoi atleti. Un risultato che conferma ancora una volta come passione, sacrificio e lavoro di squadra possano portare la provincia di Fermo sui palcoscenici più importanti dello sport mondiale.

  • Ucciso da una fucilata alla gola, la vittima è il 43enne Grigorev Vladislav Sergevich. Indagato per omicidio un 82enne

    Ucciso da una fucilata alla gola, la vittima è il 43enne Grigorev Vladislav Sergevich. Indagato per omicidio un 82enne

    Il luogo dove si è consumata la tragedia

    di redazione CF

    Tragedia a Montegranaro. Ieri mattina il dramma. Erano circa le 7,30 quando, in contrada Santa Maria, campagna montegranarese verso Monte Urano, a ridosso del fiume Ete morto, un uomo di 43 anni, di origini russe, Grigorev Vladislav Sergevich (originario di San Pietroburgo) ha perso la vita dopo essere stato colpito da una fucilata al collo.

    L’arma, dalla quale è partito il colpo, un calibro 12 Breda, era imbracciata da un 82enne impegnato in una battuta di caccia alla volpe, insieme ad altri cinque cacciatori. Non una semplice battuta di caccia ma una di quelle autorizzate dalla polizia provinciale e dall’ambito per il contenimento degli animali selvatici.

    Ma come si è arrivati alla tragedia? Sembra, almeno stando alle prime informazioni tutte, comunque, da chiarire, che tra l’82enne il 43enne sia nata una discussione perché il secondo si era lamentato del rumore degli spari che impaurivano i cavalli di un vicino maneggio con cui l’uomo collaborava. E negli attimi di concitazione tra i due sarebbe partito il colpo fatale, esploso accidentalmente. Il 43enne infatti è stato centrato alla gola. E per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Vano ogni tentativo del 118 di salvargli la vita.

    Sul luogo della tragedia sono subito arrivati, insieme ai sanitari, anche i vigili del fuoco e i carabinieri con il loro reparto operativo. E sono subito scattate le indagini per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica dal tragico epilogo. Nel frattempo l’autorità giudiziaria ha indagato per omicidio l’82enne.  Ovviamente sulla salma è stato disposto l’esame autoptico che fornirà sicuramente elementi utili, se non fondamentali, per ricostruire con esattezza la dinamica della tragedia. Il fucile è stato sequestrato e anche sull’arma verranno effettuati gli esami e gli accertamenti balistici del caso.

    L’indagato è difeso dagli avvocati Rossano Romagnoli e Andrea Andrenacci, che ieri hanno subito parlato di «un incidente occasionale» e del loro assistito come di un «cacciatore operatore faunistico, di esperienza decennale, sempre rispettoso delle regole, anche intransigente come guardia volontaria venatoria».

    L’indagato si è recato alla procura di Fermo e dinanzi il pm Marinella Bosi ha reso due ore di interrogatorio «specificando ogni particolare del terribile incidente e fornendo prove ed indizi – rimarcano i due avvocati – sulla accidentalità del fatto, difatti ha subito chiamato egli stesso il 118 ed i Vigili del Fuoco, è rimasto accanto alla vittima, ma non c’era più nulla da fare». (leggi le dichiarazioni integrali dei due legali).

    Il sindaco di Montegranaro ha subito espresso il suo profondo cordoglio: «Sono stato avvertito poco dopo le 9 e mi sono recato in prossimità del luogo dove è avvenuto il tragico evento, nella campagna in prossimità dell’Ete Morto al confine con Monte Urano. Esprimo le più sincere condoglianze ed ho la massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e di tutti coloro che si stanno adoperando, per compiere tutti gli accertamenti necessari, per far chiarezza sullo svolgimento dei fatti».

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/14/fucilata-alla-gola-muore-un-uomo-di-43-anni-lavvocato-romagnoli-colpo-accidentale-il-mio-assistito-a-disposizione-degli-inquirenti/748630/

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/14/tragedia-a-montegranaro-parte-un-colpo-di-fucile-muore-un-uomo/748531/