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  • Impatto tra due auto, soccorso anche un bambino

    Impatto tra due auto, soccorso anche un bambino

    Incidente stradale, ieri sera, poco prima delle 20 a Monte San Pietrangeli. Due vetture sono entrate in collisione lungo la strada provinciale 44. L’incidente è avvenuto tra contrada Forone e contrada San Rustico.

    A impattare, una Seat e una Volkswagen. Fortunatamente gli automobilisti coinvolti non hanno riportato particolari conseguenze. Raccolto l’sos, sul posto sono intervenuti i sanitari della Volontari Soccorso di Monte San Pietrangeli che hanno prestato le prime cure alle persone coinvolte nel sinistro, tra cui anche un bambino. Con i sanitari, sul posto anche i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Montegiorgio e i vigili del fuoco per la messa in sicurezza dei veicoli.

     

  • “Sulla strada giusta”: la solidarietà dell’Avis diventa impegno civile e consapevolezza territoriale

    “Sulla strada giusta”: la solidarietà dell’Avis diventa impegno civile e consapevolezza territoriale

    Unire il dono della vita alla difesa della dignità umana: è questo il messaggio potente che ha animato l’incontro “Sulla strada giusta”, svoltosi presso la sede dell’Avis Comunale “V. Scoccini”. L’evento ha segnato il culmine di un percorso iniziato a settembre con la “Camminata in Rosa” a Villa Falconi, nel ricordo di Nazzareno Lucidi.

    La serata si è aperta con l’intervento del Presidente Sandro Birilli, che ha motivato la scelta della Cooperativa On the Road come partner per la consegna dei fondi raccolti in beneficenza, sottolineando come l’associazione — forte del record di 934 donazioni nel 2025 — intenda essere sempre più un punto di riferimento per il tessuto sociale locale.

     

    Il cuore del dibattito ha permesso di approfondire l’operato della Cooperativa On the Road, una realtà storica nata per contrastare il fenomeno della tratta e oggi attiva su molteplici fronti della fragilità umana. La Dott.ssa Silvia Piconi ha illustrato i servizi concreti che la cooperativa mette a disposizione del territorio: Centri Antiviolenza e Sportelli “Percorsi Donna” presenti a Fermo, Porto Sant’Elpidio e Pedaso e che offrono protezione e supporto a chiunque viva situazioni di abuso; supporto multidisciplinare con percorsi di rinascita sostenuti da supporto psicologico specialistico (individuale e di gruppo), assistenza legale e orientamento al lavoro, fondamentali per restituire autonomia e dignità alle persone. Ed ancora: sportelli di bassa soglia come quello di Lido Tre Archi, luoghi di “primo approdo” accessibili a tutti per rispondere ai bisogni primari e fornire orientamento verso la rete dei servizi nonché prevenzione e sensibilizzazione, un lavoro costante nelle scuole e nelle piazze per intercettare i segnali di disagio prima che degenerino in fatti di cronaca.

    In risposta alle domande di un pubblico attento, sono emersi dati d’impatto sulla realtà locale: nel solo 2025, nel territorio fermano, circa 50 donne hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza con il supporto della cooperativa. È stato evidenziato un preoccupante abbassamento dell’età media delle vittime e la necessità di vigilare su nuove forme di controllo digitale tra i giovanissimi. Significativo il dato sulle giovani donne che, sempre più spesso, si rivolgono ai centri antiviolenza per chiedere aiuto non per sé stesse, ma per proteggere le proprie madri.

    Particolare emozione ha suscitato il percorso visivo di Greta Santandrea. Le immagini sono state descritte come “manifesti di resistenza quotidiana”, invitando il pubblico a cercare, in quei gesti semplici, la “specialità” di ogni esistenza: un sorriso o un passo spedito che spesso sono traguardi raggiunti dopo lunghi momenti di disperazione.

    «Donare la vita è un atto d’amore; lottare perché quella vita sia libera e dignitosa è il nostro dovere di cittadini. Tutti». Con questa certezza si è conclusa una serata che ha dimostrato come la “strada giusta” sia quella che si percorre insieme, unendo le forze tra associazioni e cittadini per proteggere non solo la vita biologica, ma l’essenza stessa di ogni essere umano.

     

  • Porto San Giorgio, lavori straordinari all’impianto idraulico della scuola dell’infanzia “Borgo Costa”

    Porto San Giorgio, lavori straordinari all’impianto idraulico della scuola dell’infanzia “Borgo Costa”

    A causa della rottura dell’impianto idraulico, nella scuola per l’Infanzia “Borgo Costa” (in viale dei Pini n. 47)  è necessario effettuare lavori di manutenzione straordinaria al fine di garantire la sicurezza e la piena funzionalità della struttura.

    Su indicazione del responsabile dei lavori pubblici, il sindaco Valerio Vesprini ha firmato l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 marzo.

  • Oltre 5 milioni per la messa in sicurezza del territorio fermano, Putzu (Fdi): «Interventi concreti che dimostrano l’attenzione del Governo»

    Oltre 5 milioni per la messa in sicurezza del territorio fermano, Putzu (Fdi): «Interventi concreti che dimostrano l’attenzione del Governo»

    Il Ministero dell’Interno ha ufficialmente sbloccato investimenti straordinari per oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza del territorio, alla mitigazione del rischio idrogeologico e al miglioramento sismico degli edifici pubblici. All’interno di questo importante piano nazionale arrivano oltre 5,2 milioni di euro nella provincia di Fermo, destinati a sei interventi di primaria importanza.

    A sottolinearlo è Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: «Sono risorse fondamentali per la sicurezza delle comunità e per la tutela del territorio, soprattutto in un’area fragile come la nostra, dove la prevenzione del rischio idrogeologico e il miglioramento sismico delle strutture pubbliche rappresentano priorità assolute».

    Nel dettaglio, i finanziamenti riguardano:

    – 1.286.250 euro per la Scuola primaria San Giovanni Bosco di Cascinare nel Comune di Sant’Elpidio a Mare

    – 710.000 euro per il versante della ex centrale elettrica a Sant’Elpidio a Mare

    – 490.000 euro per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle frazioni di Sant’Elpidio a Mare

    – 1.000.000 euro per il Comune di Monte Rinaldo

    – 1.000.000 euro per il territorio comunale di Rapagnano

    – 700.000 euro per il Comune di Montelparo

    «Si tratta di interventi concreti che dimostrano ancora una volta l’attenzione del Governo guidato da Giorgia Meloni – prosegue Putzu – verso i territori e verso le realtà locali, anche quelle più piccole, che spesso hanno bisogno di maggior supporto per realizzare opere strategiche per la sicurezza dei cittadini”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento istituzionale: “Un sentito ringraziamento al Governo e in particolare al sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro per il lavoro svolto e per aver destinato risorse così importanti, consentendo anche ai comuni della nostra provincia di rientrare in questo significativo piano di investimenti».

    «Quando la filiera istituzionale funziona – conclude Putzu – dal Governo nazionale fino agli enti locali, i risultati arrivano e si trasformano in opere concrete per i cittadini. Continueremo a lavorare affinché il Fermano possa intercettare sempre più risorse utili allo sviluppo e alla sicurezza del territorio»

  • Servizi cimiteriali, la giunta Vesprini approva nuovi indirizzi. Ipotesi gestione in house?

    Servizi cimiteriali, la giunta Vesprini approva nuovi indirizzi. Ipotesi gestione in house?

    Dopo la pubblica illuminazione, il porto, la mensa scolastica ed i parcheggi, l’Amministrazione comunale sta valutando di gestire in house anche anche i servizi cimiteriali. Per ora si tratta di una delibera di indirizzo, che dunque non esclude altre modalità o soggetti, per quanto si tenda a rimarcare che la gestione in house providing «potrebbe consentire al Comune di esercitare un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, garantendo nel contempo efficienza gestionale e coerenza con gli indirizzi dell’Amministrazione» così si legge nella delibera. Il pensiero va allora alla Sgds multiservizi, non espressamente indicata nell’atto, che già gestisce o gestirà i principali servizi comunali: dagli stalli blu al porto (sebbene quest’ultima sia una gestione provvisoria), dalla pompa di carburante alla pubblica illuminazione, dalla mensa alla pulizia e raccolta dei rifiuti urbani. Una società a capitale pubblico che la giunta Vesprini sta cercando di potenziare allargando lo spettro degli interventi nel tentativo di risollevarne anche le sorti.

    Ma cosa include al suo interno la gestione dei servizi cimiteriali? Inumazioni e tumulazioni, esumazioni ed estumulazioni, traslazioni, gestione delle concessioni cimiteriali, custodia e vigilanza, manutenzione ordinaria, pulizia e decoro delle aree cimiteriali e gestione dei registri o banche dati. Tante attività per un luogo custode di memorie ed affetti. Dove, peraltro, gli spazi cominciano ad essere un pò stretti. Nella delibera in questione vengono anche stabiliti i criteri a cui la gestione dovrà fare riferimento: continuità del servizio, rispetto della normativa sanitaria e di polizia mortuaria, sostenibilità economico-finanziaria, trasparenza amministrativa e controllo pubblico.

    S.R.

  • Cna, concluso il secondo corso base di fotografia

    Cna, concluso il secondo corso base di fotografia

    Si è concluso il II° Corso Base di Fotografia, organizzato da Cna Fermo in collaborazione con il fotografo Rodolfo Marziali, la Camera di Commercio delle Marche, il confidi Uni.Co e con il patrocinio del Comune di Servigliano. 
    Ad ospitare le sei lezioni del corso è stata la splendida struttura del Teatro Ideale di Servigliano. Hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai frequentanti il Sindaco Marco Rotoni, il Presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini e la responsabile Comunicazione e Terziario Avanzato Cna Fermo Stella Alfieri.
    I partecipanti al corso sono stati: Dino Santinelli, Beatrice Monti, Michela Achilli, Luciana Minnetti, Maria Laura Raffaelli, Sofia Bugiardini, Roberta Senzacqua e Chiara Miconi. 
  • Tragedia a Montegranaro: parte un colpo di fucile, muore un uomo

    Tragedia a Montegranaro: parte un colpo di fucile, muore un uomo

     

    di redazione CF (foto Simone Corazza)

    Tragedia, questa mattina, a Montegranaro.

    Erano circa le 8 quando da Montegranaro, località Santa Maria, è partito l’sos disperato per un uomo colpito involontariamente da un colpo di fucile.

    Raccolto l’sos, sul posto sono arrivati a sirene spiegate i sanitari del 118, mobilitati dalla centrale operativa, e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo.

    Ma purtroppo, per l’uomo colpito dal proiettile non c’è stato nulla da fare. I soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli. La vittima sarebbe un uomo di circa 40 anni di origini dell’est Europa. Sul posto, oltre ai carabinieri, la Polizia locale di Montegranaro e i Vigili del Fuoco.

    Saranno i carabinieri a ricostruire la dinamica dell’accaduto scaturito in tragedia. A monte del drammatico epilogo ci sarebbe stato un battibecco tra la vittima e l’uomo che imbracciava il fucile per una battuta di caccia programmata e controllata. Ma di certo c’è che il colpo è partito accidentalmente.

    Anche il sindaco di Montegranaro, Endrio Ubaldi, parla di «tragedia, sono stato avvertito poco dopo le 9 e mi sono recato in prossimità del luogo dove è avvenuto il tragico evento, nella campagna in prossimità dell’Ete Morto al confine con Monte Urano. Esprimo le più sincere condoglianze ed ho la massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e di tutti coloro che si stanno adoperando, per compiere tutti gli accertamenti necessari, per far chiarezza sullo svolgimento dei fatti».

  • L’omaggio del centro studi Carducci al suo fondatore «Ubaldo Renzi un pilastro di questa realtà»

    L’omaggio del centro studi Carducci al suo fondatore «Ubaldo Renzi un pilastro di questa realtà»

    da sx: Ubaldo Renzi, Maria Angelici, Alfredo Ebolito, Barbara Toce

    Una targa per celebrare il suo fondatore. Così il Centro studi e ricerca Giovan Battista Carducci ha voluto testimoniare la gratitudine e la stima per Ubaldo Renzi che nel 1993 ha dato vita a Fermo ad una realtà ancor oggi viva ed attiva, una associazione che raccoglie volontari di ogni professione economica ed intellettuale, che negli anni hanno dato un contributo fattivo alla crescita economica del territorio. Fu Renzi a scegliere il nome dell’architetto Carducci da associare al Centro, figura di riferimento del Fermano soprattutto per aver operato a favore della cultura delle nuove generazioni. La cerimonia si è svolta a Porto San Giorgio. Per anni assessore allo sviluppo economico al Comune di Fermo e creatore, tra le altre cose, della manifestazione Tipicità, Ubaldo Renzi è rimasto sempre legato ai temi economici. «Ubaldo ha coltivato e realizzato il progetto di divulgazione e ricerca con dedizione e tenacia, sapendo guardare oltre l’orizzonte. Questa Associazione, grazie alle sue intuizioni e incitazioni, è diventata il pilastro della nostra identità culturale. Nel corso di questi anni il proliferare delle sue idee hanno generato manifestazioni, convegni destinati a diventare vetrine di indiscusso valore per operatori di settori politico-socio-economici, pubblicazioni dei suoi Spunti e Appunti, tendenti a migliorare le condizioni della comunità» queste le motivazioni che hanno spinto i soci a donare una targa al suo fondatore, per mano dell’imprenditrice Maria Angelici e Barbara Toce, che guida anche l’Associazione, su cui è stata incisa la seguente dedica. «A Ubaldo Renzi, il “Professore” e il “Politico” con lo sguardo oltre l’orizzonte, ideatore sostenitore divulgatore del Centro Studi Giovan Battista Carducci».

    Una conviviale per fare anche il punto sui lavori del Centro e per premiare un altro socio, pilastro di questa realtà: Alfredo Ebolito. Anche lui destinatario di una targa per essere stato “tecnico e memoria” dell’Associazione grazie proprio alla sua telecamera ed alla sapiente capacità di elaborare le immagini. «E’ diventato il testimone più prezioso della nostra storia. Il suo costante impegno, unito alla sua perizia tecnica, ha saputo catturare il passato per consegnarlo intatto al futuro. Il suo prezioso lavoro, frutto di ore silenziose, di riprese e montaggi, costituisce oggi l’anima visiva e culturale di questa Associazione. La sua dedizione instancabile, riservata e costante al fianco di Ubaldo Renzi, è per noi un luminoso esempio di lealtà e amore per l’amicizia indissolubile volta a realizzare obiettivi costruttivi del Centro».

     

  • «Referendum per far uscire Amandola dalla provincia di Fermo» La proposta e le stilettate del consigliere Saccuti

    «Referendum per far uscire Amandola dalla provincia di Fermo» La proposta e le stilettate del consigliere Saccuti

    Giulio Saccuti

    «Credo si arrivato veramente il momento di dire basta a questo isolamento della montagna Picena (non Fermana, perché non è stata mai riconosciuta tale) da una provincia che ha perso definitivamente il suo mandato e che in questi anni non ha mai rappresentato completamente tutto il suo territorio. Da sempre sono stato contrario alla separazione della provincia di Ascoli con la nascita della provincia di Fermo». Inizia così la riflessione, a tratti spigolosa, del consigliere comunale di Amandola, Giulio Saccuti.

    «Da consigliere provinciale fui forse uno dei pochi, a votare contro questa separazione che da sempre è nata ‘fermocentrica’ escludendo di fatto molti territori marginali tra i quali sicuramente quello montano. Domani con la rielezione, silenziosa e non condivisa, del presidente si appalesa in maniera evidente ed insensato questo abbandono del territorio, in particolare quello marginale e montano, e si evidenzia quanto da me, anche in solitaria, sostenuto in questi ultimi anni.
    Una provincia ed un presidente che in questi ultimi anni ha completamente abbandonato il ruolo di ente di coordinamento e di raccordo facendo così perdere, di fatto il suo senso “di esistere”».

    Saccuti parla anche di un «abbandono colposo del territorio da parte della città di Fermo, che mai è stata città capoluogo e che si è rinchiusa nel suo centro storico abbandonando i piccoli comuni marginali e montani. Una sanità che vede nell’ospedale di Fermo il solo centro sanitario della provincia meritevole di sviluppo e completamento e che di fatto vede nelle altre strutture sanitarie dei piccoli Comuni ed in particolare nel nuovo ospedale di Amandola, non una risorsa ma una difficoltà se non un fastidio. Un totale abbandono della viabilità provinciale dei piccoli Comuni completamente distrutta e quasi impraticabile quando ci si allontana dai paesi della costa.
    Per tutti questi motivi ho assunto definitivamente la decisione impegnativa, ma che ritengo giusta e necessaria, di non partecipare alla votazione del nuovo presidente della Provincia e di presentare, già da domani, in qualità di consigliere comunale di Amandola la proposta di referendum per fare uscire Amandola dalla provincia di Fermo. Con questa mia proposta voglio quindi impegnare il Consiglio comunale della più grande città della montagna, mai diventata fermana, a trainare tutta l’area interna verso il rientro nel suo originario territorio piceno con la speranza che altri Comuni possano, in futuro , seguire poi questa mia decisione».

  • Addio a Magnalbò, il ricordo di Verdenelli: dal primo incontro ai legami del senatore con il Fermano

    Addio a Magnalbò, il ricordo di Verdenelli: dal primo incontro ai legami del senatore con il Fermano

    Al Castellano Vecchio di Sant’Elpidio a Mare: in primo piano Luciano Magnalbò. Con lui Stefano Papetti, Milena Santini, Maurizio Verdenelli (foto Emanuela Scattolini)
    Riceviamo dal giornalista Maurizio Verdenelli, il ricordo di Luciano Magnalbò: «Senatore per due mandati fino al 2006 (dal 2001 vicecapogruppo), avvocato, giornalista, scrittore e pittore, 83 anni (li avrebbe compiuti il 5 aprile) Luciano Magnalbò di antica e nobile fermana (città a cui sempre è stato legato cui ha dedicato ricerca storica, libri e pittura) è deceduto nei giorni scorsi a Macerata».
    «Sono centinaia – scrive il giornalista Verdenelli nel suo ricordo del senatore – i fotogrammi in alcune decine d’anni che legano la mia memoria a Luciano Magnalbò, compagno di irripetibili avventure giornalistiche/librarie. Una sola più delle altre, tuttavia, rimanda la sua immagine di integrità a difesa della libertà d’espressione e del principio di Verità. In un’espressione sola: d’indipendenza a costo di tutto. Ai tempi di Mani Pulite, Luciano in tipografia ad impaginare il giornale da lui diretto, insensibile alle ‘minacce’ di un potente politico (l’enorme cellulare pioneristico piantato su un tavolo s’accendeva ogni 5 minuti mandando suoni e luci) mi parve l’Humphrey Bogart di Deadline. “E’ la stampa, bellezza: è la stampa e tu non ci puoi fare niente“. Game over! Il giornale chiuse subito dopo per taglio di fondi e Luciano ne fondò subito un altro con mezzi propri: Cosmopolitan (credo il nome della testata).
    Tutto era iniziato qualche anno prima dall’arch. Gabor Bonifazi che mi presentò al ‘Messaggero’, redazione di Macerata, il noto avvocato Magnalbò. E la scintilla s’accese. Scoprendosi una vena autentica di columnist, Luciano divenne una prima firma della cronaca cittadina con una rubrica presto popolarissima: ‘L’oro di Macerata‘. Cosi tanto di successo che un grande giornalista, Arnaldo Giuliani, lo volle alla guida del ‘Corriere Adriatico’ che allora guidava.
    Tuttavia i nostri rapporti non s’interruppero per…così poco. E la tenuta di campagna dei Magnalbò a Schito (ad un muro della sala principale la foto del nonno podestàcon Mussolini reduce della cerimonia di Corridonia) divenne una piccola ‘scuola siciliana’ con fervidi intellettuali sempre più numerosi attorno a Luciano: Bonifazi, Hermas Ercoli, Guido Garufi, Silvio Craia, Libero Paci,  giornalisti di varie testate e giovani che si sarebbero presto affermati.
    Poi con l’amata pittura alla corte del maestro Remo Brindisi, i libri. Gialli ambientati nei quartieri alti, tra contesse e marchese, e qualche anno fa dopo che Gabor gli aveva dedicato il suo ‘L’orologio dei Magnalbo’, lo scoop scoperto tra le carte degli archivi fermani di cui era appassionato frequentatore: “Una tragedia dimenticata” (Ilari editore). Scritto a quattro mani con chi scrive: la morte a Macerata di alcuni allievi della scuola gesuita (ora Bmb) morti nel sonno sotto le rovine del palazzo colpito da uno dei rovinosi terremoti della prima metà del ‘700. Una sciagura tenuta fino ad allora segreta e svelata nel libro. Che ebbe rapido successo. Presentato tra le altre sedi, al palazzo comunale di Osimo e a Passignano sul Trasimeno (Pg) sulla famosa rotonda cantata da Fred Bongusto che Franco Migliacci aveva scritto proprio in riva al lago, e non sul mare prospiciente Senigallia.
    Nel luglio scorso è uscito ‘La stanza della caccia‘ (Livi editore) in collaborazione  con Milena Santini presentato davanti a 200 persone al Castellano Vecchio, antica dimora di Sant’Elpidio a Mare. Tra i relatori, un pò a sorpresa essendo lui un eminente critico d’arte e direttore museale, il prof. Stefano Papetti. Una presenza spiegata da lui stesso…a causa della multi-disciplinarietà di Luciano scrittore e pittore apprezzata da Papetti.
    Poi le preziose ed ambite prefazioni, da ricordare quella al bel libro di Lidia Appignanesi su Boschetto Ricci a Sforzacosta. E la sua attività di ricercatore storico, soprattutto nel Fermano la terra dei suoi avi di cui conservava radici ed immagini, tra le altre quella del bel palazzo di città, del quale mi fece ammirare la pianta in vista di un libro ad hoc.
    A Fermo (nel capoluogo e nel Fermano tanti amici, tra questi Giovanni Martinelli) ogni estate era presente nella Collettiva cult presso il sito archeologico all’ingresso di Piazza del Popolo. Opere di pregio, elogiate dalla critica. Ancora in estate al mare la rassegna dei libri al Vela Club a Civitanova Marche e a Porto San Giorgio, alla Lega Navale.
    L’ultima telefonata tre settimane fa per invitarlo ad una nuova avventura editoriale: “Certo: quando si parte?” mi chiese.
    Ancora progetti davanti e alle spalle una lunga, intensa navigazione che improvvisamente si e’ interrotta l’altra notte. Per dare nuovo inizio ad un’altra navigazione. Nella nostra memoria, nella nostra affettuosa gratitudine e soprattutto nella storia culturale marchigiana. Buon vento, Luciano!».

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/11/addio-a-luciano-magnalbo-il-senatore-con-lanimo-dartista/748191/